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22/11/2007 - MOBILITÀ A FIRENZE
ORIGINE DELL’ATTUALE ASSETTO VIARIO
Nel 1864 Giuseppe Poggi ricevette il prestigioso incarico di studiare il
nuovo assetto urbanistico di Firenze: una volta abbattute le mura della
parte nord realizzò i viali di Circonvallazione.
Firenze, allora capitale d’Italia, aveva l’ambizione di adeguarsi,
esteticamente e funzionalmente alle grandi capitale europee.
L’ispirazione per i Viali di circonvallazione di Firenze fu presa a
piene mani dalla realizzazione dei Boulevard di Parigi, con l’aggiunta
di piazze scenografiche come Piazza della Libertà o Piazza Beccarla
circondate da edifici raccordati stilisticamente sui lati a circondare
le antiche porte trecentesche.
La loro principale funzione fu quella di saldare il tessuto urbano del
centro con i nuovi quartieri periferici.
I VIALI OGGI
Tutte le altre principali città italiane ed europee nel frattempo con il
crescere dell’urbanizzazione e della pressione del traffico si sono
dotate di anelli di circonvallazione esterni alla città, attraverso
grandi raccordi anulari o sistemi di tangenziali o sistemi misti tra
raccordi anulari e tangenziali esterne.
Purtroppo Firenze, un po’ per la sua posizione geografica detta “a
farfalla” (stretta a nord e sud dalle colline), ma soprattutto per
l’inadeguatezza delle amministrazioni politiche negli ultimi decenni, è
rimasta ferma come struttura viaria al “Piano Poggi” del 1864.
Oggi per attraversare la città da est a ovest sono possibili solo due
alternative: o l’autostrada A1 o i viali chiamati di circonvallazione ma
in realtà ormai interni alla città.
Entrambe le soluzioni sono inadeguate e la conseguenza è sotto gli occhi
di tutti: una città sempre bloccata dalla morsa del traffico e la
principale autostrada di collegamento tra il nord e il sud Italia
perennemente intasata nei dintorni di Firenze.
LA SOLUZIONE DEL CENTROSINISTRA: LA TRAMVIA
Per i nostri amministratori la panacea di quasi centocinquanta anni di
inadeguatezze urbanistiche è una sola e purtroppo sotto gli occhi di
tutti: la tramvia.
La sinistra al governo di Firenze, ininterrottamente da ormai quasi
vent’anni, ritiene che sia sufficiente la soprannominata “cura del
ferro” per permettere ai nostri cittadini di lasciare a casa
l’automobile.
Questa soluzione, secondo Alleanza Nazionale, porta con sé limiti
strategici oltre che di capacità realizzativa.
PRINCIPALE LIMITE STRATEGICO DELLA SCELTA TRAMVIARIA: L’INUTILITÀ.
MANCATA ASSIALITÀ
La nostra città non è una città organizzata per rioni e quartieri
indipendenti. Poche persone hanno la fortuna di abitare, vivere e
lavorare nel raggio di poche centinaia di metri. Quasi nessuno, a
differenza di altre grandi capitali, vive il tessuto urbano
limitatamente ad una sola zona. I cittadini fiorentini sono
continuamente costretti ad attraversare la città in maniera assiale da
est a ovest, da Viale Europa a Novoli, dallo Stadio a Careggi anche più
volte in una giornata (l’abitazione, il lavoro, la scuola, gli amici,
l’ospedale, il tribunale, la piscina per i bambini, la partita della
Fiorentina, l’Università…).
Senza contare tutte le persone che gravitano su Firenze durante la
giornata, ma che risiedono fuori città per gli insopportabili prezzi
immobiliari fiorentini. Ormai il 98 % delle nuove giovani residenze dei
fiorentini viene stabilito fuori comune o provincia (Dati forniti da uno
studio presentato in data 12 novembre 20707 in commissione urbanistica
al comune di Firenze).
Questo sistema tranviario pensato dal centrosinistra ha come principale
difetto quello di non attraversare la città da est a ovest. Anche quando
venissero realizzate le attuali tre linee tramviarie, tutta la zona a
sud e ad est della città non potrebbe usufruire della “cura del ferro”.
La tramvia anche nelle migliori ipotesi collegherebbe da Scandicci e
dall’Aeroporto fino alla Stazione poi verso Careggi e Piazza Libertà.
Completamente fuori dal circuito tranviario resterebbero i quartieri 2 e
3 (Gavinana, Galluzzo, Viale Europa, Stadio, Coverciano, Rovezzano…).
Con la conseguenza che quando migliaia di cittadini che risiedono in
questi quartieri dovranno attraversare più volte nella propria giornata
la città per recarsi nelle altre zone, non potendo usufruire della
tramvia, saranno comunque costretti ad usare il proprio mezzo, così come
coloro che risiedono a nord e ad ovest della città e dovranno recarsi ad
est o a sud.
Anche per questo la tramvia non risolverà il problema del traffico a
Firenze.
MANCATA RAMIFICAZIONE TERRITORIALE.
Il sistema tranviario pensato dalla sinistra non servirà capillarmente
il territorio come dovrebbe fare puntualmente l’attuale sistema di
autobus su gomma gestito da Ataf.
Si tratterà di una linea retta, senza alcuna ramificazione nei quartieri
popolosi, senza quindi offrire la possibilità a chi deve recarsi a
lavoro o a fare la spesa o ad accompagnare i figli in palestra di
rinunciare alla macchina.
Senza contare la mancanza di fermate cruciali (ricordiamo la polemica
per la fermata all’ospedale “Torregalli”), confermando la sensazione
diffusa di un tragitto pensato più per i costruttori che per i
cittadini.
La sinistra al governo di Firenze continua a sbandierare un teorico
servizio integrato di gomma e ferro, senza però aver ancora realizzato e
mostrato un piano di realizzazione di questo nuovo sistema integrato.
Visto l’attuale funzionamento di ATAF, Alleanza Nazionale condivide il
timore che si tratti di ulteriore caos, sprechi, ritardi e
malfunzionamenti.
Anche per questi motivi la tramvia non risolverà il problema del
traffico a Firenze.
IL DOSSIER ATAF TENUTO “NASCOSTO” E LA RIDUZIONE DEL 4%.
Soltanto nel gennaio 2007 ATAF, di propria spontanea iniziativa, ha
realizzato l’unico studio sul sistema tranviario fiorentino e la nuova
rete di trasporto pubblico su gomma, con tanto di analisi
tecnico-economica che risulti agli atti.
L’amministrazione, non soltanto ha ipotizzato un progetto di dimensioni
faraoniche come la tramvia senza basarsi su uno studio di fattibilità
sulle conseguenze dell’opera sulla modalità, ma quando è venuta in
possesso dello studio realizzato da ATAF, si è ben guardata dal
pubblicizzarlo visti i contenuti dell’analisi stessa.
Soltanto grazie all’impegno dei nostri rappresentanti nelle istituzioni
l’amministrazione nel maggio 2007 si è dovuta confrontare pubblicamente
con i risultati di questo studio.
Lo studio di ATAF evidenzia alcuni aspetti emblematici:
- Anche a pieno regime, nel migliore delle ipotesi, il sistema
tranviario porterà ad una riduzione del traffico privato soltanto pari
al 4%
- Questo risultato del 4% è ottenibile solamente se nelle zone
direttamente servite dalla tramvia (come abbiamo visto oltretutto
pochissime) un cittadino su due lascerà a casa la macchina (ipotesi a
nostro parere irrealizzabile vista la mancanza di “assialità” e di
ramificazione del progetto).
- Questo risultato del 4% è ottenibile soltanto se il progetto
tramviario è affiancato da politiche di restrizione dell'uso del mezzo
privato (tariffazione e controllo della sosta).
In pratica come conseguenza della tramvia aumenteranno ancora i costi
dei parcheggi. Con tanto piacere per “Firenze parcheggi”.
Anche ATAF quindi conferma le preoccupazioni di Alleanza Nazionale:
anche nel migliore dei casi la tramvia non risolverà il problema del
traffico fiorentino.
IL PEGGIOR LIMITE DELLA TRAMVIA A FIRENZE:
L’INCAPACITA’ DI CHI LA REALIZZA.
I peggiori nemici della tramvia a Firenze sono paradossalmente proprio
gli amministratori di sinistra che tanto hanno voluto questa scelta: con
la loro incapacità, i loro sprechi, i loro ritardi, la loro arroganza
hanno ulteriormente peggiorato il progetto rendendolo insostenibile per
la città.
Cantieri abbandonati, progetti sbagliati o approssimativi, percorsi
modificati decine di volte, ritardi, consulenze strapagate, informazioni
sbagliate e pubblicità ingannevoli continuano a rendere il progetto
ancora più ostico.
L’ INSOSTENIBILITÀ DELLA TRAMVIA PER LA VIVIBILITÀ SOCIALE E PER IL
PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE E PASEAGGISTICO.
Le linee due e tre della tramvia attraversano varie tipologie di
insediamento urbano anche profondamente diverse l’una da l’altra. In
moltissimi casi comunque la tramvia, essendo una barriera che limita la
permeabilità di strade e rioni, rischia di creare una degenerazione
della vivibilità cittadina.
A Rifredi, per esempio, non sarà facile per gli anziani attraversare
continuamente la strada per fare la spesa negli esercizi di vicinato.
A Novoli accanto al nuovo parco passerà un viadotto che porterà il treno
anche 10 metri sopraelevato con pilastri in cemento armato e linea
paesaggistica completamente trasformata. Si creeranno zone buie e
anfratti che renderanno la zona ancora più incline a degrado e
prostituzione.
In Viale Morgagni, i secolari alberi in ricordo dei caduti della prima
guerra mondiale stanno già cadendo sotto l’ascia dell’amministrazione
per la realizzazione dei sottoservizi.
In Piazza Duomo accanto alla meravigliosa Porta del Paradiso, sorgeranno
antiestetici pali per sostenere i cavi della tramvia.
In tutte le strade interessate dal passaggio della tramvia, viste le
scarse dimensioni a disposizione della sede stradale, verranno ridotti i
marciapiedi e le corsie a disposizione del traffico privato (se
diminuirà lo spazio e non le macchine in circolazione, di fatto
aumenterà il tempo di percorrenza e quindi il traffico e lo smog).
Le appena rifatte Piazze Leopoldo e Viesseux dovranno essere smantellate
(con buona pace dei soldi dei contribuenti), come le rotatorie e le
aiuole spartitraffico di Novoli.
Lo stesso mezzo scelto di dimensioni è inadeguato alla delicatezza
urbanistica di moltissime zone della nostra città che verranno
attraversate.
LE PROPOSTE DI ALLEANZA NAZIONALE:
Premesso che se Alleanza Nazionale fosse stata al governo di questa
città non avrebbe scelto la tramvia come mezzo di trasporto pubblico
urbano, che se siamo in questa situazione le responsabilità sono da
imputare a tutto il centro sinistra dai moderati di centrosinistra alle
opposizioni di sinistra di Rifondazione, passando per tutto il Partito
Democratico e per i Verdi che nei documenti ufficiali in Comune hanno
sempre votato compatti a favore della scelta tranviaria.
ALLEANZA NAZIONALE IN MANIERA UNANIME:
o critica ufficialmente il progetto della tramvia sia come scelta
infrastrutturale a Firenze che per le modalità di realizzazione.
o Chiede la moratoria delle linee 2 e 3 della tramvia
o Sostiene tutte le proteste dei comitati spontanei, nel rispetto
dell’autonomia decisionale e operativa dei comitati stessi,
stigmatizzando con la stessa intensità, qualsiasi tentativo di
strumentalizzazione a fini politico-elettorali eventualmente portato
avanti da partiti, singoli rappresentati istituzionali e liste civiche
mal celate dietro sedicenti coordinamenti di comitati cittadini.
o Promuove una campagna di informazione sulle responsabilità politiche
dei partiti che hanno voluto la tramvia a Firenze
o Monitorizza l’andamento dei lavori della linea 1 della tramvia, senza
creare false aspettative nei cittadini, concentrando la propria
attenzione su tempi e costi per la realizzazione della medesima.
o Promuove un tavolo di tecnici con il compito di verificare la
progettazione delle Linee 2 e 3, compreso la legittimità degli atti
approvati e in via di approvazione, considerando l’ipotesi, qualora
emergessero eventuali dubbi di illegittimità, di impugnare gli atti.
o Chiede, ai propri rappresentanti alla Camera ed al Senato, di attivare
il controllo di impatto ambientale da parte dell’osservatorio ambientale
nazionale.
o Continua negli organi di rappresentanza elettiva cittadina,
provinciale, regionale e nazionale a presentare atti di indagine e di
indirizzo in coerenza con il presente documento.
Alleanza Nazionale in vista delle prossime elezioni amministrative del
2009 si impegna a sostenere nel proprio programma elettorale e a
pretendere che venga sostenuto in quello di una eventuale coalizione più
ampia, quanto scritto nel presente documento.
Si impegna inoltre a elaborare proposte di valide soluzioni alternative
all’attuale sistema di mobilità nella cerchia esterna a Firenze (per
esempio una bretella Incisa-Barberino, che stralci il traffico
autostradale dell’A1).
Inoltre vincola il proprio eventuale appoggio al candidato a Sindaco
all’impegno in caso di vittoria ad una immediata sospensione dei lavori
per linee 2 e 3 della tramvia. |
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12/11/2007 - ECCO PERCHE' SIAMO
CONTRARI ALLA TRAMVIA
Un gigantesco tunnel tra viale Strozzi e viale Belfiore in direzione
Porta al Prato con due corsie in direzione Porta al Prato che usciranno
in superficie all’altezza della sede dell’INPS ed una corsia che uscirà
su Viale Redi. Due corsie nel senso opposto di marcia che risaliranno in
superficie su viale Strozzi dato che l’asse Belfiore – Strozzi diventerà
a doppio senso per il traffico privato, dopo la costruzione di questo
gigantesco tunnel funzionale al passaggio in superficie della linea due
che da via Guido Monaco si immetterà sul passante dell’alta velocità
attraverso il corpo della Palazzina Mazzoni, immettendosi poi su via
Gordigiani.
Un altro tunnel o sottopasso tra viale Milton e viale
Strozzi, per non intralciare il passaggio della linea tre in direzione
Statuto.
La
variante “Valfonda” che riguarda il passaggio della linea tre tra via
Valfonda e il sottopasso Strozzi, per la quale ancora non è stato deciso
se il tram passerà all’interno del sottopasso o più probabilmente di
sopra, all’altezza di Piazza Bambini di Beslan. Che non sarà approvata
col progetto definitivo della linea tre, ma direttamente col progetto
esecutivo, a dimostrazione dei dubbi che ancora investono i progettisti,
non gli oppositori della tramvia.
Un
viadotto all’altezza del passaggio tra viale Redi e Via di Novoli, che
presenta evidenti complessità e perplessità ambientali ed estetiche.
Tre
tratti interrati della linea tre sul viale Guidoni in direzione Peretola.
Una
circonvallazione per Firenze che non c’è e che l’Amministrazione
Comunale demanda all’ampliamento del semianello dell’autostrada del
Sole, nella consapevolezza che quest’opera, se anche realizzata, sarà
inutile in assenza della bretella tra Barberino ed Incisa Val D’Arno.
Un
percorso sbagliato, quello della linea tre che passa da via dello
Statuto, funzionale a servire “l’area commerciale” di Piazza Leopoldo,
come scritto nella relazione del Comune, dove guarda caso si trova la
Coop., il Museo d’Arte Contemporanea che non c’è le facoltà
universitarie di Careggi e tutta l’area ospedaliera. Potevano essere
studiati itinerari alternativi per raggiungere Careggi utilizzando assi
stradali più idonei che l’Amministrazione non ha voluto tenere in
considerazione. Basta pensare ad una diramazione della linea due lungo
l’asse via Mariti – viale Morgagni, che poteva essere anche interrata
per almeno una parte. Si è voluto scegliere a tutti i costi un percorso
del tutto forzato, come dimostra la curva tra via Vittorio Emanuele e
viale Morgagni e quella in senso opposto tra via Mariti e via Pisacane
che dovrà effettuare il tram, un giocattolo da 32 metri vale ricordare.
Col risultato di tagliare tanti alberi e sostituirli con altri di
altezza ben inferiore, riempiendo marciapiedi di parapetti metallici.
Senza
contare i dubbi enormi che riguardano via dello Statuto, dove in
entrambi le direzioni ci sarà un’unica corsia per il traffico privato
con tutti i rischi e i problemi che si potrebbero creare a seguito di un
incidente o di un semplice arresto del veicolo. La tramvia dovrebbe
essere protetta da cordoli di altezza pari ad almeno trenta centimetri,
e dato che soltanto in alcuni punti sarà possibile “entrare”sui binari
della sede tranviaria per i casi di necessità è lecito chiedersi cosa
accadrà se un auto si bloccasse proprio in un tratto che non consente
l’ingresso sui binari. Le stesse perplessità valgono per il transito dei
mezzi di soccorso.
Opere
faraoniche che certificano l’assurdità di chi vuol far credere ai
fiorentini che l’intero sistema tranviario possa entrare in funzione
entro il 2011. Precedenti inquietanti in relazione alle recenti opere
pubbliche, basta pensare ai madornali errori compiuti nell’allargamento
del Ponte alla Vittoria e nella costruzione del sottopasso di viale
Strozzi.
Costi
che lieviteranno a dismisura, come ha già dimostrato la linea 1 e come
sembrano già dimostrare le altre due linee che si costruiranno. Si parla
già adesso di 400 milioni di euro rispetto ai preventivati 292.
Tutto
questo per tentare di raggiungere una riduzione del 15% del traffico
privato smentito da un rapporto Ataf che parla del 4%. Con accordi di
gestione milionari che graveranno sui fiorentini se l’utenza non
raggiungerà le migliaia di persone che utilizzeranno il tram secondo le
previsioni dell’Amministrazione Comunale. Senza dimenticare che per
consentire il passaggio della linea due su piazza della Libertà dovrebbe
essere realizzato un altro tunnel, per separarla dal traffico privato.
Che il braccio della stessa che sale da piazza S.Marco lungo via La Pira
e via La Marmora dovrà svoltare a sinistra sul viale Matteotti per
immettersi in piazza della Libertà. E quello che torna verso Piazza
S.Marco girare in via Cavour. Firenze non ha per larga parte le
superfici adatte ad ospitare naturalmente la tramvia. A meno che non si
vogliano forzare le cose ovviamente. A meno che non si abbia in mente di
rendere praticamente nullo il traffico privato, sfruttando l’impossibiltà
in larghi tratti stradali di far convivere tramvia e traffico privato. E
viste le cifre in ballo con la tramvia è lecito pensare che si voglia
“costringere” le persone ad usare la tramvia. Bene per l’inquinamento,
per alcune zone che una volta pedonalizzate, potrebbero anche essere più
fruibili. Ma a che prezzo? Quello di riempire per anni la città di
cantieri ? Quello di riempirla di tunnel e viadotti ad oggi non
necessari ? Quello di stravolgerla, peggiorarla e dequalificarla
esteticamente ? Quello di riempire la città di barriere architettoniche,
come i cordoli di trenta centimetri, di parapetti metallici,di fili
aerei della tensione ? Quello di abbattere tanti alberi che non potranno
essere sostituiti allo stesso modo ?
Chi
si oppone alla tramvia non si è svegliato solo ora, come dice il
Vicesindaco Matulli, avversario leale, per sfruttare i timori e le
incertezze che si accompagnano sempre alla realizzazione delle grandi
opere. Ci siamo mossi quando abbiamo iniziato a poter comprendere
davvero tutto ciò che verrà realizzato. Non è certo colpa nostra se i
progetti definitivi revisionati delle linee due e tre ci sono stati
consegnati appena qualche giorno fa? Cosa potevamo contestare o
obiettare prima, se non ciò che era scritto nelle carte, che certo non
poteva rendere l’idea, e che è stato fortemente modificato?
Alleanza Nazionale si è sempre opposta a questa tramvia con rilievi
tecnici, politici e controproposte. In modo serio e approfondito. E
continuerà con ogni mezzo lecito a disposizione a tentare di fermare lo
scempio di Firenze.
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